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	<title>Scegli Tu di Vincere</title>
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	<description>Storie di donne vincenti</description>
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		<title>PILLOLA CONTRACCETTIVA: IL 98% DELLE DONNE NON SA COME AGISCE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:02:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo il 2% delle donne in Europa sa come funziona la pillola anticoncezionale: mezzo secolo di vita e 100 milioni di utilizzatrici non bastano a dissipare i dubbi in fatto di contraccezione. Una ricerca condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania, da poco pubblicata sulla rivista Contraception, svela che, a prescindere dal livello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo il 2% delle donne in Europa sa come funziona la pillola anticoncezionale: mezzo secolo di vita e 100 milioni di utilizzatrici non bastano a dissipare i dubbi in fatto di contraccezione. Una ricerca condotta in Germania, Francia, Gran Bretagna, Svezia e Romania, da poco pubblicata sulla rivista <em>Contraception</em>, svela che, a prescindere dal livello culturale, la consapevolezza è davvero scarsa. E tre intervistate su 4 vorrebbero ricevere maggiori informazioni. “Questi dati spiegano chiaramente come mai resistano tuttora tanti pregiudizi e luoghi comuni su questo metodo – spiega il prof. Francesco Primiero dell’ Università di Roma “La Sapienza”, protagonista di un meeting internazionale di approfondimento che si tiene oggi a Berlino -. Il timore più diffuso è che la pillola possa essere dannosa per la salute, mentre numerose evidenze scientifiche indicano l’esatto contrario. In particolare, un recente aggiornamento dei dati relativi alla mortalità tra le oltre 46.000 donne seguite per poco meno di 40 anni in un importante studio britannico ha dimostrato come, nel lungo termine, quelle che hanno fatto uso di contraccettivi orali vivano più a lungo. Ma la pillola migliora anche la qualità di vita: le formulazioni più recenti sono state infatti sviluppate per offrire benefici aggiuntivi in termini di benessere, risolvendo alcuni disturbi femminili molto diffusi”. Fra i più frequenti, ci sono le mestruazioni abbondanti che provocano anemia e, nel 28% dei casi problemi di concentrazione e affaticabilità, la sintomatologia premestruale e l’acne, in particolare nelle adolescenti in cui può causare pesanti ripercussioni psicologiche e sulla capacità di relazione. “I progestinici di ultima generazione, come il drospirenone, rispondono meglio a queste esigenze, con un profilo rischi/benefici a favore dei benefici, aspetto condiviso anche dai comitati riuniti dall’FDA a dicembre 2011”, aggiunge il prof. Primiero. “Nell’immediato futuro la ricerca si concentrerà non solo su molecole innovative ma anche sulle migliori combinazioni e sul periodo di somministrazione – afferma il dr. Andreas Fibig CEO di Bayer, azienda leader nel campo della contraccezione -. Per ridurre il più possibile le fluttuazioni ormonali recentemente sono state introdotte formulazioni a 24 giorni (più 4 compresse placebo) o a 26 (più 2 placebo) ma la nuova frontiera sarà l’assunzione continua con un regime flessibile, che permetterà alla donna di gestire il timing  della “pseudo-mestruazione”. “La pillola rappresenta da sempre molto più di un anticoncezionale: possiede una valenza culturale, ha di fatto segnato il definitivo compimento del processo di emancipazione femminile – afferma il dr. Phil Smits, Sr Vice-President, Women’s Healthcare di Bayer -. Non solo migliora la gestione della vita sessuale e riproduttiva ma alcuni studi hanno dimostrato che riduce l’incidenza di tumori come ad esempio quello alle ovaie o all’endometrio.</p>
<p><span style="text-decoration: line-through;"> </span></p>
<p>Dal 1961, anno in cui è ufficialmente diventata disponibile in Europa, la pillola ha attirato su di sé il dibattito etico e scientifico: le sono state attribuite innumerevoli virtù (dal rafforzare la memoria, all’aumento del volume cerebrale) e altrettanti potenziali pericoli. Di recente è stato paventato un aumentato rischio di tromboembolismo venoso con le formulazioni di ultima generazione. Ma come orientarsi fra l’enorme massa di informazioni e fra i prodotti a disposizione? “L’unica risposta è rivolgersi al proprio ginecologo, che conosce la storia della donna, può consigliarla al meglio e ridimensionarne i timori – spiega Primiero -. Le differenze tra le diverse molecole sono minime in termini di rischio assoluto e del tutto ininfluenti in un’ottica di sanità pubblica: il tromboembolismo venoso infatti è un evento eccezionalmente raro. Inoltre, le probabilità che si verifichi sono maggiori nei primi mesi di utilizzo, per poi ridursi in maniera importante. Anche per questo motivo, oltre che non necessaria, è del tutto erronea l’interruzione periodica dell’assunzione, che purtroppo alcune donne ancora osservano, perché ogni volta che si ricomincia il rischio risale”. Fra gli aspetti più considerati, in positivo e in negativo, vi sono quelli di tipo estetico: la paura di aumentare di peso, ad esempio, viene riportata dai ginecologi come di gran lunga la più frequente. “Anche su questo fronte è necessaria chiarezza, poiché i progressi compiuti nei decenni dalla ricerca farmaceutica sono notevolissimi – continua Primiero –, soprattutto in termini di riduzione dei dosaggi estrogenici e di introduzione di nuove molecole progestiniche. La pillola a base di drospirenone, ad esempio, soprattutto nella formulazione 24+4, grazie alla peculiare attività antimineralcorticoide di questo progestinico di ultima generazione, è in grado di contrastare l’eventuale ritenzione idrica e il conseguente aumento di peso, con una tendenza alla riduzione, fornendo quindi un’adeguata risposta. Un altro problema particolarmente sentito riguarda l’entità delle mestruazioni: oltre il 50% delle donne sperimenta almeno una volta nella vita flussi abbondanti, ma solo il 5% si rivolge al medico. Una condizione che non solo incide sulla qualità della vita, ma anche sulla salute, perché è causa di anemia, talora severa, e quindi, di facile affaticabilità, cefalea, ridotta capacità di concentrazione e di memoria. La nuova formulazione contraccettiva, a base di estradiolo valerato e dienogest, recentemente approvata anche per il trattamento dei flussi mestruali abbondanti, ha dimostrato di indurre, dopo 6 mesi di assunzione, una diminuzione fino all’88% della perdita ematica, con evidenti benefici”. Secondo i più recenti dati delle Nazioni Unite (rapporto <em>World Contraceptive Use 2011</em>) nel mondo oggi utilizza la pillola in media l’8,8% delle donne, in Europa il 21,4%. Fra i Paesi in cui si usa di più vi sono il Portogallo (58,9%), la Germania (52,6%), l’Algeria (45,9%), il Belgio (44,8%) e la Francia (41,5%). L’Italia, con il 14,2% (16,2% è il dato relativo all’utilizzo della contraccezione ormonale), è ferma agli stessi livelli di Tunisia (14,5%), Botswana (14,3%) e Iraq (14,6%). Negli Stati Uniti la media è del 16,3%: si tratta di uno dei Paesi sviluppati con il più alto numero di gravidanze nelle teenager (400.000 nel 2009). Un recente rapporto del <em>Centers for Disease Control and Prevention</em> ha rilevato che il  50.1% delle ragazze dai 15 ai 19 anni che hanno avuto una gravidanza indesiderata negli USA non utilizzava contraccettivi.</p>
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		<title>Oms: 5. 000 passi al giorno per mantenersi in forma</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 13:58:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cinquemila passi. E&#8217; la distanza, pari a circa 3 km, che ognuno dovrebbe percorrere quotidianamente per mantenersi in salute. Lo dice l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanita&#8217; che ha stimato i danni della sedentarieta&#8217; nel vecchio continente. Camminare pero&#8217;, fa bene anche al portafoglio. Lasciando l&#8217;auto in garage si possono risparmiare infatti circa 700 euro all&#8217;anno. Di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cinquemila passi. E&#8217; la distanza, pari a circa 3 km, che ognuno dovrebbe percorrere quotidianamente per mantenersi in salute. Lo dice l&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanita&#8217; che ha stimato i danni della sedentarieta&#8217; nel vecchio continente. Camminare pero&#8217;, fa bene anche al portafoglio. Lasciando l&#8217;auto in garage si possono risparmiare infatti circa 700 euro all&#8217;anno. Di questi, 400 sono direttamente legati al costo del carburante e della manutenzione dell&#8217;auto (piu&#8217; di un euro al giorno per percorrere i &#8220;fatidici&#8221; 3000 m). A questa cifra vanno aggiunti i 300 euro che ciascuno sborsa per curare i cittadini &#8220;ammalati&#8221; di pigrizia. Le regole base da seguire, che spaziano dalla dieta, alla quantita&#8217; di attivita&#8217; fisica in base all&#8217;eta&#8217;, fino ai suggerimenti per curare i piccoli traumi, sono contenute nell&#8217;opuscolo a vignette &#8220;Una passeggiata di salute&#8221;, presentato al Senato nel Convegno nazionale &#8220;Il ritratto della salute e la medicina dei sani: modelli di sviluppo e strategie di comunicazione&#8221;, promosso dalla Simg e dall&#8217;Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione. La sedentarieta&#8217; &#8220;provoca 600.000 decessi l&#8217;anno in Europa e rappresenta una delle dieci cause principali di mortalita&#8217; e disabilita&#8217; nel mondo. Diabete, cardiopatie, ipertensione, cancro, osteoporosi &#8211; spiega il dott. Claudio Cricelli, presidente della Societa&#8217; Italiana di Medicina Generale (Simg) &#8211; sono le malattie croniche che colpiscono in massa gli italiani, legate proprio a stili di vita sbagliati&#8221; .</p>
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		<title>New York lancia una campagna di sensibilizzazione sul cibo dei fast food</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 14:04:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[New York ha dichiarato guerra alle maxi porzioni di cibo servite nei fast food, ritenute dannose per la salute e per l’ambiente. Il Dipartimento della Salute della ‘Grande Mela’ ha infatti calcolato che negli ultimi 50 anni le quantità delle porzioni sono decisamente aumentate. Dal 1955 il volume di un hamburger è triplicato e lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>New York ha dichiarato guerra alle maxi porzioni di cibo servite nei fast food, ritenute dannose per la salute e per l’ambiente. Il Dipartimento della Salute della ‘Grande Mela’ ha infatti calcolato che negli ultimi 50 anni le quantità delle porzioni sono decisamente aumentate. Dal 1955 il volume di un hamburger è triplicato e lo zucchero contenuto nelle bevande è quadruplicato. Il risultato è che un solo pasto di questo genere apporta più calorie di quante ne servano in un´intera giornata a un uomo adulto. Per tutti questi motivi, nella metropoli simbolo della East Coast americana è partita la campagna informativa sui danni causati dall’eccesso di cibo poco salutare. La città è stata tappezzata di manifesti, in inglese e spagnolo, nella speranza che questo possa servire ad arginare il dilagare dell’obesità e di tutte le malattie correlate. Nel 2010, più della metà dei newyorkesi adulti (il 58%) era obesa o in sovrappeso. Tra il 2002 e il 2010 l´obesità adulta è passata dal 18 al 23%. Obeso è anche il 20,7% dei bambini in età scolare. Secondo il Dipartimento della Salute a causa dell´obesità i bambini di New York hanno oggi un’aspettativa di vita minore rispetto a quella dei genitori.</p>
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		<title>La maratona non mette in pericolo il cuore degli atleti</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jan 2012 09:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Gli appassionati della maratona godono di un cuore d&#8217;acciaio e di un tasso molto basso di arresti cardiaci. Circa 1 atleta su 184mila ha infatti subito un infarto durante la partecipazione ad un evento di questo genere. A rivelare la notizia, che fa piazza pulita dei pregiudizi sulla pericolosità per il cuore delle lunghe distanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli appassionati della maratona godono di un cuore d&#8217;acciaio e di un tasso molto basso di arresti cardiaci. Circa 1 atleta su 184mila ha infatti subito un infarto durante la partecipazione ad un evento di questo genere. A rivelare la notizia, che fa piazza pulita dei pregiudizi sulla pericolosità per il cuore delle lunghe distanze è uno studio del Massachusetts General Hospital (Boston), pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine. L&#8217;indagine ha monitorato i dati dei partecipanti a maratone e mezze maratone negli ultimi 10 anni negli Stati Uniti. Su 10,9 milioni di corridori, si sono verificati 59 casi di arresto cardiaco, 42 dei quali mortali. Causati soprattutto da una cardiomiopatia ipertrofica. &#8220;Si tratta di un&#8217;incidenza molto bassa di eventi fatali – spiega Aaron Baggish, coautore dello studio –. Un maratoneta, un corridore che si allena all&#8217;università o chi fa semplicemente del jogging ogni tanto hanno la stessa possibilità di incorrere in un infarto”.</p>
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		<title>Alcol, astinenza post-feste non dà benefici</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo aver esagerato con l’alcol durante le feste, in molti cercheranno di recuperare non toccando la bottiglia per tutto il mese di gennaio. Ma i medici del British Liver Trust della Gran Bretagna avvertono: questa pausa è &#8220;medicalmente inutile&#8221; e non ha alcuna possibilità di rigenerare il fegato a lungo termine. Anzi, secondo i medici [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo aver esagerato con l’alcol durante le feste, in molti cercheranno di recuperare non toccando la bottiglia per tutto il mese di gennaio. Ma i medici del British Liver Trust della Gran Bretagna avvertono: questa pausa è &#8220;medicalmente inutile&#8221; e non ha alcuna possibilità di rigenerare il fegato a lungo termine. Anzi, secondo i medici britannici, rinunciare completamente all&#8217;alcol per un breve periodo di tempo come un mese crea un falso senso di sicurezza che può essere pericoloso. Questo infatti potrebbe indurre a consumare più alcol dal mese di febbraio e portare a danni significativi. “È meglio optare per un&#8217;astinenza di qualche giorno alla settimana durante tutto l&#8217;anno che per il solo mese di gennaio – ha sottolineato Mark Wright, epatologo del Southampton General Hospital – Disintossicarsi per solo un mese infatti è inutile. Si nutre l&#8217;idea che sia possibile abusare del fegato a proprio piacimento per poi risolvere tutto con una soluzione rapida”. Secondo Wright, l&#8217;alcol è come un veleno che il nostro organismo deve espellere. Per farlo il fegato produce sostanze chimiche note come enzimi. Ma alti livelli di enzimi nel fegato possono portare a ulcere e cirrosi anche fatali. “Il fegato – ha aggiunto l’epatologo – è un disintossicatore fantastico. Ma se si pensa che dargli un periodo di riposo basti ci si sbaglia”.</p>
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		<title>Allarme ISTAT: 4 donne su 10 non praticano attività fisica</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 08:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le donne italiane sono meno sportive degli uomini. Il 44,5% di loro risulta infatti essere sedentario, contro il 35% dei maschi. Comincia bene il 2012 con un elenco di buone intenzioni: ecco alcuni ottimi motivi per iniziare a praticare regolarmente attività fisica:
• Lo sport riduce il senso di fame: il movimento influenza gli ormoni intestinali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le donne italiane sono meno sportive degli uomini. Il 44,5% di loro risulta infatti essere sedentario, contro il 35% dei maschi. Comincia bene il 2012 con un elenco di buone intenzioni: ecco alcuni ottimi motivi per iniziare a praticare regolarmente attività fisica:</p>
<p>• Lo sport riduce il senso di fame: il movimento influenza gli ormoni intestinali che regolano l’assunzione di cibo e contribuisce così a far mangiare meno. La responsabile è l’amilina, un ormone rilasciato durante la pratica fisica, in grado di inibire il senso di fame e dare maggior senso di sazietà</p>
<p>• L’attività fisica è fondamentale per rendere al massimo a scuola: specie nei ragazzi in fase di sviluppo è la soluzione più semplice ed efficace per migliorare le performance intellettuali. È quanto dimostrano due studi recenti statunitensi. Se durante l’adolescenza il corpo è più attivo anche il cervello e tutte le sue funzioni ne ricavano benefici. Con lo sport le connessioni sinaptiche dell’encefalo non solo vengono potenziate, ma se ne creano di nuove</p>
<p>• Un alleato del sesso: un aspetto importante nella sessualità femminile è la mente. L’attività sportiva aiuta (provare per credere!) a riconquistare questa sensazione perché aumenta il livello degli ormoni del piacere (dopamina, serotonina, endorfine). Il tono dell’umore sale così come il desiderio sessuale. Le discipline più indicate sono quelle aerobiche, che migliorano la funzionalità dell’apparato circolatorio e la resistenza. La vita di coppia non può che guadagnarne! Ricordatevi sempre la contraccezione.</p>
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		<title>Bevande gassate, quasi un’ora di corsa per smaltire una lattina</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 08:45:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per smaltire una lattina di bibita gassata servono almeno 50 minuti di corsa. Un dato che, per l’American Journal of Public Health, andrebbe sostituito al semplice conteggio calorico. Secondo i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (USA), infatti, il numero delle calorie sulle confezioni non è sufficiente per far capire realmente la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per smaltire una lattina di bibita gassata servono almeno 50 minuti di corsa. Un dato che, per l’American Journal of Public Health, andrebbe sostituito al semplice conteggio calorico. Secondo i ricercatori della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health (USA), infatti, il numero delle calorie sulle confezioni non è sufficiente per far capire realmente la portata del “danno”. “È giunto il momento di pensare ad alternative a questo metodo – afferma Sara Bleich, dell’ateneo statunitense- . Serve ben altro per far fare scelte responsabili alla gente, perché le persone di solito sottostimano quanto valga davvero una data quantità di calorie”. Il messaggio è stato preso subito in considerazione dalla città di New York. All´uscita di molte stazioni metro della Grande Mela sono apparsi infatti cartelli che indicano con degli esempi pratici, come ad esempio ´andare da Central park al Madison Square Garden´, quanti chilometri di passeggiata servano per smaltire le bibite.</p>
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		<title>L’attività fisica salva il cervello dalla demenza</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 08:42:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il movimento fisico assicura una vita sana anche al cervello. Una costante attività aerobica diminuisce infatti il rischio di demenza e rallenta la progressione delle malattie neurodegenerative. Lo rivela uno studio della Mayo Clinic (USA), pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings. I ricercatori hanno esaminato migliaia di lavori scientifici sull’argomento, ed hanno stabilito che lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il movimento fisico assicura una vita sana anche al cervello. Una costante attività aerobica diminuisce infatti il rischio di demenza e rallenta la progressione delle malattie neurodegenerative. Lo rivela uno studio della Mayo Clinic (USA), pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings. I ricercatori hanno esaminato migliaia di lavori scientifici sull’argomento, ed hanno stabilito che lo sport aerobico, oltre ad aiutare in modo determinante l’efficienza dell’apparato cardiocircolatorio, preserva le capacità cognitive. Secondo gli esperti, basterebbe svolgere anche semplici attività quotidiane all’aria aperta, come ad esempio il giardinaggio, per generare fattori nutritivi cellulari in grado di migliorare il funzionamento del cervello. Questi semplici esercizi rendono più attive anche le connessioni cerebrali (neuro-plasticità). “Siamo giunti alla conclusione – spiega Eric J. Ahlskoh, neurologo della Mayo Clinic – che un allenamento aerobico può prevenire la demenza ed un decadimento cognitivo lieve del cervello. Può aiutare inoltre a modificare favorevolmente questi processi, in caso si siano già innescati nella persona”.</p>
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		<title>Indagine Eurispes: 6 adolescenti su 10 non parlano di sessualità con i genitori</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 15:44:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Per la gran parte delle famiglie italiane la sessualità è un argomento tabu. E’ quanto è emerso dall’ultima Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia condotta dall’Eurispes. Secondo la ricerca solo il 6,3% degli adolescenti dialoga regolarmente sul tema del sesso con i propri genitori. Il 29,5% sostiene di affrontare saltuariamente l’argomento e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la gran parte delle famiglie italiane la sessualità è un argomento tabu. E’ quanto è emerso dall’ultima Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia condotta dall’Eurispes. Secondo la ricerca solo il 6,3% degli adolescenti dialoga regolarmente sul tema del sesso con i propri genitori. Il 29,5% sostiene di affrontare saltuariamente l’argomento e il 63,3% non ne ha mai parlato. Diversamente, solo il 29% dei genitori dichiara che la sessualità non rientra mai negli argomenti di discussione con i propri figli, la maggioranza ne parla occasionalmente (52,4%) e il 14,2% lo fa spesso. Secondo l’inchiesta alcol e sesso non protetto sono i principali comportamenti a rischio tra gli adolescenti. Il 2,1% dei ragazzi ha fatto uso di ecstasy e/o altre droghe sintetiche e l’1,9% di cocaina. Più significativa è la percentuale di coloro che almeno una volta sono entrati in contatto con marijuana e hashish: il 9,4% (di cui spesso il 2,2%, qualche volta il 3,6%, raramente il 3,6%). Un significativo 12,8% ammette di consumare rapporti sessuali senza alcuna protezione (il 4,2% spesso, il 3,1% qualche volta, il 5,5% raramente). Sono i 16-18enni a mostrarsi meno responsabili: infatti, al 24,3% capita di avere rapporti non protetti (spesso e qualche volta complessivamente 14%, raramente 10,3%).</p>
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		<title>Sesso: la donna e&#8217; il partner dominante per un uomo su tre</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 09:05:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Addio sesso &#8216;debole&#8217;: oggi le donne guidano le relazioni e gli uomini faticano a tener loro testa. Lo pensa il 35% dei maschi italiani, mentre il 40% si sente inadeguato a rispondere alle aspettative di chi lo vuole contemporaneamente marito perfetto, amante e buon padre. Tensioni che si riflettono sulla vita intima: il 70% degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Addio sesso &#8216;debole&#8217;: oggi le donne guidano le relazioni e gli uomini faticano a tener loro testa. Lo pensa il 35% dei maschi italiani, mentre il 40% si sente inadeguato a rispondere alle aspettative di chi lo vuole contemporaneamente marito perfetto, amante e buon padre. Tensioni che si riflettono sulla vita intima: il 70% degli italiani indica in performance non appaganti la causa principale di un legame di coppia insoddisfacente. Gli esperti riuniti a Milano per il 14esimo congresso europeo della &#8216;Society for Sexual Medicine&#8217; puntano l&#8217;attenzione su un nuovo disturbo: l&#8217;ansia da &#8217;superprestazione&#8217;, che colpisce il 40% degli italiani. &#8220;Le difficolta&#8217; di ordine psicologico riguardano soprattutto i piu&#8217; giovani e possono dare origine a un problema permanente &#8211; ha spiegato Francesco Montorsi, professore ordinario di Urologia all&#8217;Universita&#8217; Vita-Salute San Raffaele di Milano e membro dell&#8217;Advisory Board del Congresso &#8211; non dobbiamo banalizzarle ma intervenire per evitare che diventino croniche&#8221;. E ha spiegato: &#8220;I farmaci rappresentano una delle opzioni a disposizione e tra questi l&#8217;ultimo arrivato, la &#8216;mentina dell&#8217;amore&#8217;, il nuovo vardenafil orodispersibile, offre praticita&#8217; e discrezione. La percentuale di uomini che affronta col medico l&#8217;argomento resta scarsa: in Italia solo il 17% si rivolgerebbe allo specialista dopo un episodio di disfunzione erettile contro il 25% dei brasiliani&#8221;. Secondo l&#8217;indagine internazionale presentata al congresso, gli under 40 sono i piu&#8217; restii a confrontarsi: il 25% prova imbarazzo. La ricerca e&#8217; stata condotta su 4.409 persone dai 18 ai 75 anni intervistate in Italia, Germania, Canada e Brasile, e ha confrontato le abitudini per area geografica e fascia d&#8217;eta&#8217;. Il congresso europeo, che riunisce a Milano fino a domani oltre 2.000 esperti, ha preso in esame tra gli argomenti, in testa vi e&#8217; la disfunzione erettile che rappresenta, con l&#8217;eiaculazione precoce, il primo per diffusione: nel mondo sono oltre 152 milioni le persone che ne soffrono, in Italia circa 3 milioni. Tra i 40 e i 70 anni, la fascia di eta&#8217; piu&#8217; a rischio, riguarda circa il 13% degli uomini ma ben il 50% ha avuto un episodio nel corso della vita. &#8220;La sessualita&#8217; e&#8217; profondamente cambiata &#8211; ha osservato Montorsi &#8211; proprio perche&#8217; e&#8217; il risultato di una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici, socio-economici, culturali, etici e religioso/ spirituali. I ruoli di genere non sono piu&#8217; chiaramente definiti e si e&#8217; modificato l&#8217;equilibrio delle relazioni. Basti pensare che il 75% degli uomini vorrebbe avere rapporti piu&#8217; frequentemente di una volta o due a settimana, ma solo il 12 ottiene questo risultato&#8221;.</p>
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