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	<title>Scegli Tu di Vincere</title>
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	<description>Storie di donne vincenti</description>
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		<title>Doping, il 3% degli atleti assume sostanze proibite</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2012 13:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>

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		<description><![CDATA[Su 1.676 atleti sottoposti a test anti doping, 52 risultano positivi alle sostanze vietate, circa il 3,1%. L&#8217;identikit del consumatore di sostanze dopanti, tracciato dalla Commissione per la Vigilanza ed il Controllo del Doping (CVD) del Ministero della Salute per il 2011, è stato diffuso questa mattina nell&#8217;ambito del convegno “La tutela della salute nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su 1.676 atleti sottoposti a test anti doping, 52 risultano positivi alle sostanze vietate, circa il 3,1%. L&#8217;identikit del consumatore di sostanze dopanti, tracciato dalla Commissione per la Vigilanza ed il Controllo del Doping (CVD) del Ministero della Salute per il 2011, è stato diffuso questa mattina nell&#8217;ambito del convegno “La tutela della salute nelle attivià sportive e la lotta al doping”, presso l&#8217;Istituto Superiore di Sanità. Il documento indica una marcata differenza di genere (gli uomini sono più del doppio rispetto alle donne) e svela l’identikit: trentenne e residente al nord. Le sostanze più utilizzate? Diuretici, agenti mascheranti e stimolanti.</p>
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		<title>Boom di vendite in Italia per la pillola dei ‘cinque giorni dopo’</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 14:11:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Malgrado sia disponibile in Italia da poco più di un mese, la pillola dei 5 giorni dopo ha subito incontrato una domanda altissima, costringendo già il 40% delle farmacie a rifornirsi del prodotto. La pillola, un farmaco a base di ulipristal acetato per la contraccezione d&#8217;emergenza, è venduta in Italia dallo scorso 4 aprile in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Malgrado sia disponibile in Italia da poco più di un mese, la pillola dei 5 giorni dopo ha subito incontrato una domanda altissima, costringendo già il 40% delle farmacie a rifornirsi del prodotto. La pillola, un farmaco a base di ulipristal acetato per la contraccezione d&#8217;emergenza, è venduta in Italia dallo scorso 4 aprile in circa 600 farmacie sul territorio nazionale. La delibera di autorizzazione dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco (AIFA) prevede che la ricetta sia preceduta dal riscontro di un test di gravidanza (a esito negativo) basato sul dosaggio beta Hcg, anche sulle urine. Efficace fino a 120 ore dal rapporto sessuale considerato a rischio gravidanza indesiderata, se utilizzato entro le prime 24 ore dal rapporto, il medicinale si è dimostrato tre volte più efficace dei vecchi prodotti a base di levonorgestrel (la cosiddetta “pillola del giorno dopo”) e due volte di più nelle prime 72 ore. Come tutti i rimedi di “emergenza”, se in grado assicura di non incappare in una gravidanza indesiderata, non protegge però dalle malattie sessualmente trasmissibili.</p>
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		<title>Fumo di sigaretta: i danni alla pelle causati dal vizio</title>
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		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:11:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I problemi di salute legati al fumo di sigaretta sono ormai noti, ma non tutti sanno che i danni potrebbero essere più visibili di quanto si pensi: il vizio potrebbe favorire l’insorgenza di disturbi della pelle come la psoriasi, o aggravarne il corso se già presente nel paziente. Sono molte le ricerche che ne stanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I problemi di salute legati al fumo di sigaretta sono ormai noti, ma non tutti sanno che i danni potrebbero essere più visibili di quanto si pensi: il vizio potrebbe favorire l’insorgenza di disturbi della pelle come la psoriasi, o aggravarne il corso se già presente nel paziente. Sono molte le ricerche che ne stanno studiando gli effetti, e, anche se non si possono ancora dare per certe, le supposizioni ormai sono troppe, secondo gli esperti, per rimanere senza voce. Studi epidemiologici hanno infatti evidenziato la maggiore frequenza di malattie della pelle proprio nei fumatori, rispetto ai coetanei con lo stesso stato di salute ma che non toccano sigaretta. Un team di ricercatori statunitensi ha messo insieme tutte queste ricerche, studiando i probabili effetti negativi sulla pelle di questo dannoso vizio, oltre a quelli già noti al cuore, ai polmoni e ai vasi sanguigni. Sono molti gli studi che ne hanno studiato le conseguenze sull’epidermide, e ormai partono dagli anni ’80 con i norvegesi, seguiti dagli italiani pochi anni dopo. Uno dei più grossi studi al riguardo è il famoso Nurses Health Study, che su un campione di oltre 80.000 infermiere, evidenziò come quelle fumatrici fossero le più soggette a questo problema di salute. Il fumo però non aumenta solo il rischio di contrarre questa malattia, ma renderebbe meno efficaci anche le cure, aumentando il problema dove già esiste. Tutte queste ricerche parlano di un’associazione tra il fumo e la psoriasi, ma questo non per forza vuole significare un rapporto di causa ed effetto, anche se i presupposti ci sono tutti. Non solo psoriasi ma anche un maggior numero di radicali liberi per i fumatori: nel sangue sono stati registrati livelli inferiori di antiossidanti.</p>
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		<title>OMS: tra 13 e 15 anni crescono i comportamenti a rischio</title>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:10:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute della Donna]]></category>

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		<description><![CDATA[Adolescenza e salute non sempre vanno di pari passo. Secondo il rapporto dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla salute nei ragazzi in Europa, durante questo periodo, in particolare tra i 13 e 15 anni, aumentano i comportamenti a rischio e cala il benessere, soprattutto nelle ragazze. Le giovani infatti tendono a valutarsi molto poco, pensano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adolescenza e salute non sempre vanno di pari passo. Secondo il rapporto dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sulla salute nei ragazzi in Europa, durante questo periodo, in particolare tra i 13 e 15 anni, aumentano i comportamenti a rischio e cala il benessere, soprattutto nelle ragazze. Le giovani infatti tendono a valutarsi molto poco, pensano di essere troppo grasse, non si sentono molto bene e sono poco soddisfatte. Se a 11 anni non sussistono differenze tra i due sessi nella soddisfazione per la loro vita, a 15 anni questa cala del 10% nelle ragazze e del 5% nei maschi. Crescendo, inoltre, sempre più femmine cercano di perdere peso (il 2% a 11 anni, il 13% a 15) e si lamentano della propria salute (7% a 11 anni, 18% a 15 anni). I comportamenti poco salutari aumentano tra i 13 e 15 anni. L&#8217;8% dei quindicenni fuma ogni settimana e il 21% beve, mentre il 26% è sessualmente attivo. Le ragazze adottano comportamenti più equilibrati come mangiare frutta, lavarsi sempre i denti e limitare l&#8217;assunzione di alcol, ma quasi il 10% salta la colazione dopo i 15 anni e il 40% è insoddisfatto del proprio corpo, il doppio di quanto avviene nei maschi. In media, il 22% delle 15enni è a dieta, anche se solo il 10% è in sovrappeso. I ragazzi invece praticano più attività fisica ma riportano anche maggiori lesioni (+10%) e tendono ad assumere comportamenti rischiosi bevendo e fumando tabacco o cannabis.</p>
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		<title>Svegli per il web, gli adolescenti italiani passano le notti tra pc e telefonino</title>
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		<pubDate>Sat, 05 May 2012 14:09:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lifestyle]]></category>

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		<description><![CDATA[Dormono sempre meno, perché le ore notturne preferiscono passarle a chattare con amici e fidanzatini sui social network, a scaricare app per gli smartphone o a navigare in rete. Questa la fotografia degli adolescenti italiani, scattata dall&#8217;indagine ‘Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti’, condotta della Società Italiana di Pediatria (SIP). I nostri giovani sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dormono sempre meno, perché le ore notturne preferiscono passarle a chattare con amici e fidanzatini sui social network, a scaricare app per gli smartphone o a navigare in rete. Questa la fotografia degli adolescenti italiani, scattata dall&#8217;indagine ‘Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti’, condotta della Società Italiana di Pediatria (SIP). I nostri giovani sono ignari non solo dei pericoli che si possono nascondere in rete, ma anche di quelli che una ‘overdose’ di web può procurare, sia in termini di salute che di condotta scolastica. “Un ragazzino di 12-13 anni ha ancora bisogno di dormire tra le otto e le dieci ore per svegliarsi ‘riposato’ ed essere in grado di svolgere le attività quotidiane”, spiega Lorenzo Pavone, neuropediatra ed ex-direttore della clinica pediatrica dell&#8217;Università di Catania. Se le ore di sonno sono meno, ed è così per oltre il 50% dei tredicenni intervistati, “si ha la tendenza a dormire durante le ore scolastiche” prosegue l&#8217;esperto. E anche quando non ci si addormenta sul banco e apparentemente si è svegli, “non si riesce a seguire con attenzione le lezioni”, con evidenti problemi che si ripercuotono sulla fatica dello studio a casa e sul rendimento. Senza contare che andare a dormire troppo tardi, “anche a mezzanotte o l&#8217;una – aggiunge Giovanni Corsello, vicepresidente della SIP –, altera il ritmo sonno-veglia necessario all&#8217;equilibrio metabolico del sistema nervoso centrale, con conseguenze negative sulle modalità cognitive e sull&#8217;equilibrio psicologico. Rende inoltre più fragili dal punto di vista emotivo ed espone i ragazzi a fonti di ansia e stress”.</p>
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		<title>Troppe lampade e poca prevenzione, i giovani non conoscono i rischi del melanoma</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Sensibilizzare i giovani sui comportamenti a rischio per il melanoma è ancora troppo difficile. Questo almeno è quanto emerge dall’indagine condotta dai Centers for Disease Control and Prevention americani, basata su un sondaggio del 2010 somministrato a 5.000 cittadini statunitensi tra i 18 e i 29 anni. Il dato più preoccupante, secondo gli esperti, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sensibilizzare i giovani sui comportamenti a rischio per il melanoma è ancora troppo difficile. Questo almeno è quanto emerge dall’indagine condotta dai Centers for Disease Control and Prevention americani, basata su un sondaggio del 2010 somministrato a 5.000 cittadini statunitensi tra i 18 e i 29 anni. Il dato più preoccupante, secondo gli esperti, è che dopo un consistente aumento di presa di coscienza sul problema, negli ultimi anni si è registrata una vera e propria regressione nella cultura della prevenzione. Ad esempio, dal 2000 al 2005 i casi di scottature solari erano calati dal 51 al 45%, per poi tornare nel 2010 al 50%. Inoltre, nonostante il numero degli intervistati che abbia dichiarato di utilizzare la crema solare (uno su tre) sia maggiore rispetto al 2005, l’aumento dei casi di ustioni suggerisce che l’applicazione avvenga in modo scorretto, ossia in quantità non sufficienti e senza ri-applicazioni. Un altro punto negativo, ancor più clamoroso, riguarda l’utilizzo delle lampade solari. Mentre circa il 6% di tutti gli intervistati ha dichiarato di aver fatto sedute abbronzanti nell’ultimo anno, la percentuale sale addirittura al 32% se si considerano solo le ragazze bianche tra i 18 e i 21 anni. Inoltre, le donne tra i 20 e i 29 anni si sono sottoposte in media a più di 20 sedute di lampade abbronzanti in un anno. I lettini solari sono stati catalogati, nel 2009, nella classe I dei cancerogeni. La categoria di massima allerta, come quella delle sigarette. Nel 2012 saranno diagnosticati circa 76.000 casi di melanoma negli Stati Uniti, secondo le proiezioni dell’American Cancer Society. Di questi, circa 9.200 avranno una prognosi infausta.</p>
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		<title>Il Governo tassa le merendine: guerra al cibo-spazzatura</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 14:08:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo dichiara guerra al &#8220;Junk Food&#8221;, il cosidetto cibo spazzatura ritenuto colpevole dai nutrizionisti dell&#8217;obesità che colpisce la maggior parte della popolazione occidentale. Per combatterlo, Monti e i suoi ministri hanno deciso di tassarlo, a partire dai superalcolici, succhi di frutta e bibite gassate. Il ricavato di questa ulteriore tassazione ammonterebbe a 270 milioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo dichiara guerra al &#8220;Junk Food&#8221;, il cosidetto cibo spazzatura ritenuto colpevole dai nutrizionisti dell&#8217;obesità che colpisce la maggior parte della popolazione occidentale. Per combatterlo, Monti e i suoi ministri hanno deciso di tassarlo, a partire dai superalcolici, succhi di frutta e bibite gassate. Il ricavato di questa ulteriore tassazione ammonterebbe a 270 milioni di euro e verrebbe utilizzato per modernizzare le strutture sanitarie e per finanziare nuove iniziative per promuore l&#8217;educazione alla salute. Niente tassa invece per patatine, snack e merendine. Per loro il ministero della Salute ha posto un ultimatum. Entro il 2014 i produttori di snack e merendine dovranno abbassare i valori di grassi, zuccheri e sodio per rendere questi alimenti più sani. Se ciò non avverrà scatterà la tassa. Lo studio del ministero prevede un prelievo di 50 euro ogni 100 litri per i superalcolici. Il ricavato totale ammonterebbe a 24 milioni di euro. Per le bevande invece, il prelievo per litro sarà molto più basso vista l&#8217;alta consumazione di bibite gassate e succhi di frutta. La tassa prevista è di 7,16 euro per 100 litri con un ricavato di circa 245 milioni di euro. Per merendine e snack invece tutto è rimandato di 2 anni.</p>
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		<title>Giovani e sessualità: una fotografia allarmante</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Apr 2012 14:07:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Sessualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fenomeno della scarsa consapevolezza nei confronti del sesso e dei rischi ad esso connessi emerge da uno studio condotto dalla Società Italiana Ostetricia e Ginecologia su un migliaio di ragazzi delle scuole medie superiori delle principali città italiane: per il 71% Aids, gonorreae altre malattie sessualmente trasmesse dipendono dal grado di conoscenza che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il fenomeno della scarsa consapevolezza nei confronti del sesso e dei rischi ad esso connessi emerge da uno studio condotto dalla Società Italiana Ostetricia e Ginecologia su un migliaio di ragazzi delle scuole medie superiori delle principali città italiane: per il 71% Aids, gonorreae altre malattie sessualmente trasmesse dipendono dal grado di conoscenza che si ha con il partner; solo il 26% usa i preservativi e il 25% addirittura non ha mai utilizzato contraccettivi. Il rischio non è solo quello relativo alle gravidanze indesiderate, ma anche quello legato alle malattie sessualmente trasmissibili. L’8% della popolazione femminile soffre di clamidia e nemmeno se ne accorge e sono in aumento anche gonorrea e altre malattie che sembravano relegate a secoli passati. A conferma che la sessualità è un mondo al quale i giovanissimi si affacciano con eccessiva facilità sono anche i dati presentati in occasione della Settimana della Prevenzione Andrologica. Le vendite dei preservativi nel corso del 2011 hanno subito un calo del 4%, aumentano i giovani che per puro divertimento assumono pillole per potenziare il vigore sessuale e la pillola del giorno dopo viene utilizzata come contraccettivo di emergenza invece che come un farmaco. Le cronache denunciano che su Internet un esercito di giovanissime riesce a procurarsi, senza ricetta e mantenendo l’assoluto anonimato, anche la pillola dei 5 giorni dopo.</p>
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		<title>Frutta e verdura con la crisi diventano un lusso</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 10:14:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In tempi di crisi anche frutta e verdura diventano preziose come l’oro. Gli italiani infatti risparmiano e ne consumano sempre di meno. Per la prima volta dal 2005 infatti si registra un calo del numero di porzioni consumate al giorno: -4,8%. I consumatori più ‘accaniti’ rimangono i frequentatori delle mense, i luoghi maggiormente associati al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In tempi di crisi anche frutta e verdura diventano preziose come l’oro. Gli italiani infatti risparmiano e ne consumano sempre di meno. Per la prima volta dal 2005 infatti si registra un calo del numero di porzioni consumate al giorno: -4,8%. I consumatori più ‘accaniti’ rimangono i frequentatori delle mense, i luoghi maggiormente associati al consumo di ortaggi. Questi i dati che emergono dalla nona edizione del Rapporto Osservasalute, l’analisi dello stato di salute della popolazione e della qualità dell’assistenza sanitaria nelle Regioni italiane, presentato all’Università Cattolica dal Coordinatore, prof. Walter Ricciardi, direttore dell’Istituto di Igiene della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Continua a crescere inoltre, anche se di poco, la percentuale di italiani che ha problemi con la bilancia. Nel 2010, oltre un terzo della popolazione adulta (35,6%) era in sovrappeso, mentre una persona su dieci obesa (10,3%). Complessivamente, il 45,9% dei maggiorenni è in eccesso ponderale (era il 45,4% nel 2009). Risulta in sovrappeso il 44,3% degli uomini rispetto al 27,6% delle donne e obeso l&#8217;11,1% dei maschi ed il 9,6% delle femmine. Confermato il gradiente Nord-Sud: le regioni meridionali presentano più persone in sovrappeso (Molise 41,8%, Basilicata 41%) ed obese (Basilicata 12,7%, Puglia 12,3%) rispetto alle regioni settentrionali. Circa 40.000 ricoveri sono attribuiti ogni anno all&#8217;obesità e ai disturbi da iperalimentazione come diagnosi principale.</p>
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		<title>Come curare la pelle del tuo volto</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Apr 2012 22:14:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Staff</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>

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		<description><![CDATA[Ricordati che la pelle è come uno specchio della salute, perché riflette i problemi e le “sofferenze” di tutto l’organismo. Non esistono però solo i punti neri e i brufoli. Rossore, infezioni, funghi, piccole cicatrici possono comparire sul tuo volto rovinando così la tua naturale bellezza. Per prima cosa, la detersione quotidiana è fondamentale per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordati che la pelle è come uno specchio della salute, perché riflette i problemi e le “sofferenze” di tutto l’organismo. Non esistono però solo i punti neri e i brufoli. Rossore, infezioni, funghi, piccole cicatrici possono comparire sul tuo volto rovinando così la tua naturale bellezza. Per prima cosa, la detersione quotidiana è fondamentale per la cura del viso. Ogni mattina utilizza un gel detergente o purificante. Se hai la pelle molto grassa, ripeti quest’ operazione anche la sera. Dopo la detersione applica sempre una crema idratante specifica per il viso. Il freddo pungente di questi mesi causa la restrizione dei vasi sanguigni, con conseguente disidratazione, soprattutto nelle giornate molto ventose. Scegli un prodotto in base alla tua pelle e preferibilmente con SPF (fattore di protezione) per proteggerti dai raggi UVA e UVB. In inverno basta un SPF basso, ma se frequenti spesso le piste da sci (dove l’esposizione ai raggi solari è maggiore) procuranti una crema specifica. Se hai utilizzato cosmetici alla sera non dimenticare mai di struccarti usando un batuffolo o un dischetto di cotone, latte detergente e tonico. Questa operazione è indispensabile, poiché i residui di trucco potrebbero favorire il sorgere d’impurità e punti neri.</p>
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