Lavoro: fuori e dentro casa, in Italia le donne sono ancora troppo
lunedì, ottobre 10th, 2011In Italia la parità tra i generi in busta paga non è ancora stata raggiunta. È quanto evidenzia uno studio della II Commissione Politiche del Lavoro e Sistemi Produttivi del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro). La ricerca è stata condotta su 10 mila lavoratori e lavoratrici italiani e ha evidenziato come a parità di qualifica e impiego un uomo guadagni dal 10 al 18% in più rispetto a una sua collega. Il gap retributivo risulta più ampio per le meno scolarizzate, raggiungendo quasi il 20% e si mantiene oltre il 15% per chi possiede la licenza media. Particolarmente elevata è anche la penalizzazione delle donne impiegate in professioni non qualificate rispetto ai loro omologhi di sesso maschile (17,5%). La discriminazione di genere in busta paga è meno pronunciata nel Sud, si rivela più marcata nelle retribuzioni medie orarie degli operai specializzati (20,6%), degli impiegati (15,6%), dei dei dirigenti e degli imprenditori (13,4%).
I motivi che causano queste disparità sono diversi ma spesso collegati. Fattori culturali e stereotipi di genere favoriscono la segregazione orizzontale e verticale e allargano il gap di partecipazione al mercato del lavoro tra uomini e donne. “La mancanza di politiche di conciliazione – si legge nel rapporto CNEL – costringe le donne a uscire dal mercato del lavoro, ne impedisce la continuità lavorativa e limita le loro opportunità di carriera. Discriminazioni inaccettabili”.








