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Indagine Eurispes: 6 adolescenti su 10 non parlano di sessualità con i genitori

venerdì, dicembre 9th, 2011

Per la gran parte delle famiglie italiane la sessualità è un argomento tabu. E’ quanto è emerso dall’ultima Indagine conoscitiva sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia condotta dall’Eurispes. Secondo la ricerca solo il 6,3% degli adolescenti dialoga regolarmente sul tema del sesso con i propri genitori. Il 29,5% sostiene di affrontare saltuariamente l’argomento e il 63,3% non ne ha mai parlato. Diversamente, solo il 29% dei genitori dichiara che la sessualità non rientra mai negli argomenti di discussione con i propri figli, la maggioranza ne parla occasionalmente (52,4%) e il 14,2% lo fa spesso. Secondo l’inchiesta alcol e sesso non protetto sono i principali comportamenti a rischio tra gli adolescenti. Il 2,1% dei ragazzi ha fatto uso di ecstasy e/o altre droghe sintetiche e l’1,9% di cocaina. Più significativa è la percentuale di coloro che almeno una volta sono entrati in contatto con marijuana e hashish: il 9,4% (di cui spesso il 2,2%, qualche volta il 3,6%, raramente il 3,6%). Un significativo 12,8% ammette di consumare rapporti sessuali senza alcuna protezione (il 4,2% spesso, il 3,1% qualche volta, il 5,5% raramente). Sono i 16-18enni a mostrarsi meno responsabili: infatti, al 24,3% capita di avere rapporti non protetti (spesso e qualche volta complessivamente 14%, raramente 10,3%).

Generazione “neet” 1 giovane su 4 non studia e non lavora

martedì, novembre 15th, 2011

Fannulloni? Mantenuti? Figli di papà? Bamboccioni? La giusta definizione è Neet ovvero Not in Education, Employment or Training. Si tratta di quei ragazzi al di sotto dei 30 anni che non lavorano e non studiano. A lanciare l’allarme su questo fenomeno è  il Rapporto della Banca d’Italia “Economie regionali”,elaborato sulla base dei dati Istat 2010. Secondo l’istituto di via Nazionale il 23,4% dei giovani tra i 15 e i 29 anni non ha un impiego e non sta investendo il proprio tempo nella propria formazione scolastica ed accademica. Questa tendenza è in forte crescita: in due anni il numero dei Neet è aumentato del 3,4%. L’incremento è stato più marcato nelle regioni del Centro-Nord e meno pronunciato nel Mezzogiorno, dove però storicamente il tasso d’inattività giovanile è più alto. Chi cerca lavoro non sempre poi riesce a trovarlo. Nel biennio 2007-08, all’alba della crisi, il 32% dei Neet usciva da tale condizione nei 12 mesi successivi. Nel periodo successivo il tempo di permanenza è aumentato: solo il 28,8% dei giovani trovava un’occupazione lavorativa. La probabilità di uscita dalla condizione d’inattività è calata di più nel Nord Est e al Centro, cioè proprio in quelle aree che presentavano i più alti tassi di uscita prima della crisi.

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