L’amore funziona se c’è chimica
sabato, maggio 7th, 2011Buone dosi di testosterone sono un segnale di forte attrazione e passione travolgenti. La vasopressina indica la via per il compagno fedele. La donna per la vita è invece dotata di alti valori di ossitocina. In altre parole, tutta la filiera dell’amore è governata dalla chimica. “Un ruolo ormai assodato nel rapporto affettivo a lungo termine – dice Armando Zingales, Presidente del Consiglio Nazionale dei Chimici – . Per esempio, nelle donne è l’ossitocina a favorire l’attaccamento al proprio partner, o se si vuole, la “fedeltà”, mentre nell’uomo è la vasopressina a svolgere un ruolo di sereno appagamento. Possiamo quindi dire chi presenta livelli bassi è più predisposto al tradimento. Si può discutere se le molecole siano la causa, i trasmettitori o solo un effetto dei moti dell’anima. Certo è che siamo davanti ad un indizio preciso di cosa sta accedendo o potrebbe accadere”. I colpi di fulmine sono sempre associati ad alte quantità di ormoni in circolo. I ferormoni sono responsabili dell’attrazione e la produzione di testosterone nell’uomo è legata alla passione erotica. L’innamoramento è correlato agli effetti della feniletilamina (PEA) e alla produzione elevata di dopamina e norepinefrina (e ad una bassa attività di serotonina nel cervello). “Questa fase iniziale – spiega Zingales -, è caratterizzata da sensazioni sessuali ed emotive molto intense. Si va dal forte attaccamento che si prova per l’altra persona alla necessità di sentirla e vederla spesso. Tutto questo dipenderebbe proprio dalla feniletilamina, una molecola in grado di dare effetti simili a quelli delle anfetamenine e che rilascia la dopamina”.








