Questione di feeling … questione di chimica! Alla base dell’attrazione sentimentale, affettiva ed erotica tra uomo e donna ci possono essere fattori chimici. Un recente studio internazionale, pubblicato sul Journal of Sexual Medicine, ha sostenuto la natura scientifica e cerebrale dell’innamoramento. A cercare di dare una spiegazione razionale al più irragionevole dei sentimenti, è stato un team internazionale di ricercatori della Syracuse University (Usa), in collaborazione con la West Virginia University (Usa) e l’University Psychiatric Center di Ginevra (Svizzera). Secondo gli studiosi, quando una persona s’innamora si attivano dodici aree del cervello, le quali rilasciano sostanze chimiche che inducono euforia come dopamina, ossitocina, adrenalina e vasopressina. Ma si può spiegare un’emozione irrazionale solo tramite una formula da manuale scolastico?
Per prima cosa, bisogna ricordare che milioni di sostanze chimiche si muovono dentro il nostro corpo regolando tutta la nostra vita neurovegetativa: respiro, battito del cuore e pressione sanguigna, livelli degli ormoni e degli zuccheri nel sangue, i bioritmi del sonno e della veglia, l’appetito e la funzionalità intestinale. La chimica governa anche il nostro stato dell’umore, lo stesso pensiero o la capacità di muoverci, che sono a loro volta continuamente modificati dalle interazioni fisiche e psichiche con l’ambiente che ci circonda. Per questo anche i sentimenti sono strettamente legati alla presenza/assenza di alcune sostanze nell’organismo. I fatidici colpi di fulmine, per esempio, sono da sempre associati ad alte quantità di ferormoni. I comportamenti romantici sono invece legati agli effetti della feniletilamina (PEA) e alla produzione elevata di dopamina e norepinefrina, associati a una bassa attività di serotonina nel cervello.