Il ’souvenir’ più caro delle vacanze, la tanto sudata tintarella, potrebbe sparire in pochi giorni una volta rimesso piede in ufficio. L’aria condizionata, onnipresente ormai in negozi, centri commerciali, luoghi di lavoro e a casa, è la prima nemica dell’abbronzatura. “Il problema è che l’aria condizionata toglie umidità all’ambiente”, spiega infatti il professor Leonardo Celleno dell’Università Cattolica di Roma. Ecco allora le cinque regole che l’esperto elenca per mantenere la tintarella il più a lungo possibile. “Prima di tutto bisogna fare attenzione ai raggi del sole: esporsi in maniera graduale, un’ora il primo giorno, due il secondo e così via. In secondo luogo è necessario utilizzare creme o spray protettivi dalla gradazione via via più bassa”. Senza aver paura di sudare invano: “Molti – continua il professor Celleno – pretendono di acquisire un’abbronzatura perfetta in pochi giorni semplicemente facendo a meno della protezione. E’ bene invece sapere che così facendo si riesce solo a scottarsi e a vedere l’abbronzatura andar via pezzo a pezzo con il desquamarsi della pelle. Le creme protettive, invece, evitano le scottature e danno alla nostra pelle la possibilità di accumulare l’elemento melanico”. Creme durante, ma anche dopo l’esposizione al sole. Il terzo consiglio del professor Celleno è quello di “utilizzare creme idratanti durante tutto l’anno e con più frequenza dopo le vacanze al mare”. Ma una perfetta e duratura abbronzatura passa anche per gli stili di vita. L’alimentazione, innanzitutto, “che deve essere ricca di frutta e verdura e di acqua da bere durante tutto il corso della giornata”. Infine il sonno: “Una bella pennichella fa bene alla pelle e, quindi, anche all’abbronzatura. D’altra parte – conclude il professor Celleno – se non si dorme, se ci si sveglia stanchi, la prima cosa che denota stanchezza e proprio il tenore della pelle del viso. Dunque, un riposo pomeridiano, dopo un leggero pasto, fa parte di quel relax che soprattutto d’estate giova alla nostra pelle e all’abbronzatura”.